
Field è il progetto attraverso cui CORE si estende oltre la superficie e oltre la struttura, per svilupparsi nella spazialità e nell’ambiente abitabile.
La ricerca si trasferisce dall’opera all’ambiente, trasformando il campo in esperienza diretta.
Lo spazio non è concepito come contenitore, ma come sistema attivo, in cui luce, materia e soglia costruiscono condizioni di concentrazione ed espansione.
La dimora non è progettata come abitazione, ma come campo percettivo.
Gli elementi architettonici non definiscono funzioni in modo esplicito, ma introducono orientamento: tagli, tensioni, disallineamenti e aperture generano una relazione instabile tra corpo e spazio.
Viene meno il rapporto tradizionale tra uomo e abitazione.
Lo spazio non accoglie il corpo, ma lo mette in relazione con il proprio limite, estendendo la percezione oltre la dimensione fisica.
L’abitare coincide con un attraversamento.
Il campo si configura come estensione del pensiero e dell’essenza, una condizione in cui l’ambiente diventa parte attiva della percezione e non semplice supporto.
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