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about.

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BIO

Nato a Napoli nel 1968, vive e lavora a Milano. Autodidatta, sviluppa fin dagli esordi un’urgenza espressiva legata al disegno e alla pittura, intrecciando per lungo tempo la pratica artistica con un percorso professionale di ambito tecnico e architettonico. Questa dicotomia tra razionalità costruttiva e ricerca artistica diventa uno dei nuclei fondanti della sua poetica, inizialmente coltivata in una dimensione introspettiva e riservata.

Dopo un primo periodo figurativo, approfondisce progressivamente un linguaggio astratto e semi-astratto, sperimentando materiali e tecniche diverse, dall’olio agli smalti, fino a una pittura sempre più materica e stratificata, in cui il gesto convive con una crescente attenzione strutturale e grafica. Un breve ma significativo confronto con il gruppo artistico Rosetum di Milano, le mostre collettive presso la Galleria Velasquez e lo studio del disegno dal vero contribuiscono a riattivare una fase di ricerca più consapevole.

A partire dal 2020, la pratica artistica si intensifica e si struttura in modo sistematico. Inizia un percorso di ricerca focalizzato sulla dimensione temporale, sulle dinamiche sociali e sui meccanismi di comunicazione e potere, partecipando a mostre collettive in Italia e all’estero, tra cui Venezia, Londra, Milano, Roma, Trieste e Sondrio.

La sua ricerca attuale si muove tra materia e segno, tra gesto pittorico e linguaggio simbolico, indagando il presente come campo di tensione tra esperienza vissuta e comunicazione imposta, tra verità e manipolazione, tra silenzio e sovraccarico percettivo.

 

ARTIST STATEMENT

La mia ricerca indaga la contemporaneità come una stratificazione instabile di tempi, eventi e percezioni. La superficie pittorica diventa un luogo di compresenza, in cui passato, presente e possibilità future coesistono senza una gerarchia lineare. In questo spazio, il silenzio non è assenza, ma una condizione attiva di resistenza al caos percettivo del presente.

Attraverso un dialogo costante tra materia e segno, tra gesto e linguaggio grafico, costruisco campi di tensione in cui l’esperienza sensibile viene attraversata, interrotta e talvolta alterata da elementi simbolici e strutturali. La pittura non mira alla risoluzione, ma mantiene aperta una condizione di equilibrio instabile, in cui ordine e disordine convivono come possibilità simultanee.

Il mio lavoro non intende offrire risposte, ma misurare la distanza tra ciò che appare e ciò che è, tra informazione e verità, tra libertà e controllo.

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PROCESSO CREATIVO

Il processo creativo si sviluppa prevalentemente in una dimensione di solitudine e rallentamento, spesso notturna, in cui l’attenzione si sposta dall’esterno all’interiorità. In questo spazio sospeso, le percezioni si stratificano: memorie, suoni, frammenti di esperienze e tensioni non risolte emergono e vengono progressivamente trasferite sulla superficie.

L’opera nasce da una continua negoziazione tra controllo e perdita di controllo. Il gesto pittorico si costruisce per accumulo, rimozione e abrasione, generando superfici in cui le imperfezioni, i ripensamenti e le tracce di interventi precedenti non vengono cancellati, ma mantenuti come testimonianza di un tempo non lineare.

La stratificazione materica si lega a una riflessione sul tempo come campo complesso di azioni, memorie e possibilità, mai concluso, sempre in trasformazione. All’interno di questo processo emergono elementi grafici e simbolici ricorrenti che agiscono come segnali o interruzioni del flusso, introducendo una dimensione critica legata al linguaggio, alla comunicazione e ai sistemi di potere.

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STRUTTURA SIMBOLICA

L’alfabeto visivo si fonda sull’uso ricorrente di simboli essenziali, tra cui lettere e numeri, spesso alterati o capovolti.

La lettera A rappresenta il principio, la verità, la coerenza e la coscienza; il suo capovolgimento allude alla manipolazione, alla distorsione dell’informazione e alla perdita di senso.
Il numero zero è il potenziale non manifestato, il silenzio primordiale che precede l’atto.
Il numero uno indica la manifestazione, il punto focale verso cui tendere, mai come compimento definitivo, ma come riferimento mobile.
La linea orizzontale diventa metafora del percorso, del processo di attraversamento e di scelta, in cui l’energia si trasforma in esperienza.

Questi elementi non hanno funzione illustrativa, ma operano come strutture di tensione etica all’interno della composizione.

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TECNICA E MATERIALI

Il lavoro si sviluppa prevalentemente su tela di juta grezza, scelta per la sua trama evidente e per la capacità di trattenere visivamente il tempo. La superficie viene preparata in modo da mantenere una qualità materica e imperfetta, favorendo un dialogo diretto tra supporto e intervento pittorico.

Utilizzo smalti, sabbia, corde, cavi metallici, listelli di legno e chiodi come elementi strutturali e simbolici.
La corda e il cavo metallico introducono linee di tensione e attraversamento, alludendo alla fragilità e alla forza dell’esistenza, al percorso e alla trasformazione.
Il legno richiama la capacità costruttiva dell’uomo e la dimensione del fare, mentre i chiodi rappresentano la rigidità e le strutture imposte, spesso limitanti.
La sabbia, miscelata al colore, restituisce una fisicità che rimanda alla transitorietà e alla sedimentazione del tempo.

L’intervento pittorico alterna stesure materiche, velature, abrasioni e graffiature, in un processo di costruzione e distruzione simultanea. Ogni strato conserva tracce di ciò che è stato, rendendo la superficie un archivio visibile di tempi sovrapposti, in cui ciò che emerge e ciò che resta nascosto convivono in una tensione costante.

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